Page 49 - Amina
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stanze interne. Ibrahim sembra molto desideroso
               di raccontare. Gli chiedo di raccontarmi la vita
               e la miseria di Gaza; gli chiedo di raccontarmi
               esempi concreti sui quali riflettere.
                  “Abuna, grazie per essere qui con noi, la-
               sciando le comodità dei cristiani e venendo nella
               miseria dei musulmani! Questa cosa è strana! È
               la prima volta che vedo un prete cattolico gira-
               re da solo con due musulmani: devi avere un
               gran coraggio e devi avere anche molta fiducia
               in Kasim. Ma attento però: la polizia segreta di
               Hamas, dopo le tragiche vicende del mese di
               novembre quando un’operazione di infiltrati del
               Mossad uccise un loro capo e distrusse i tunnel
               con l’Egitto, è molto sospettosa, severa e anche
               spietata. Potrebbero fermarti. Questo è il prezzo
               della tua decisione di girare così a Gaza. Sei di-
               sposto ad accettare questo rischio?”.
                  Lo guardo negli occhi:
                  “Ibrahim, grazie per questa tua informazione.
               L’unica mia paura non è per me che domani me
               ne vado, ma per Kasim e Amal! Non faranno
               niente a loro?”.
                  Kasim, forte della sua età interviene brusca-
               mente, prima in arabo e poi in inglese:


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