Page 37 - Amina
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I grandi occhi neri si riempiono di lacrime.
“Una sera Gigi, la piccola Iman ha iniziato ad
avere una forte febbre, tremava tutta. Non sape-
vo cosa potesse essere e ho un po’ sottovalutato
la sua infermità. Iman passò la notte scottando.
La stringevo al petto, non sapevo cosa fare, pen-
savo passasse. Il giorno dopo è morta!”.
La donna scoppia a piangere. Vorrei abbrac-
ciarla e lo sto per fare. Mi ferma la mano decisa
e forte di Kasim con una semplice frase:
“Padre no! È vietato: è una donna”.
Sento forte tutto il peso di quel divieto cieco
e categorico che crea distanze stupide e di una
enorme formalità. Lei si rannicchia in un angolo
della stanza. Il suo lungo velo la copre tutta.
Piange e singhiozza in un angolo... e noi distanti
e immobili. Prendo in braccio Ibrahim che ha
quattro anni. Un amore di bambino. Lo accarez-
zo. Amina sembra gradire tanto quella attenzione
per il figlio, quasi sentendo su di lei quel gesto
di affetto, quella carezza. Singolare capacità delle
mamme quella di gioire e piangere all’unisono
con il proprio figlio! Amal invece dà la mano al
piccolino Mohammed.
La catapecchia versa veramente nella grave
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