Page 39 - Amina
P. 39
“Gigi, grazie semplicemente per essere qui,
per ascoltarmi, per guardarmi, aldilà dei compli-
cati codici della mia religione; proprio per que-
sto ti ammiro”.
Amal traduce. Mi sembra che Amina sia sin-
cera. La guardo con grande affetto. È una don-
na forte che i duri codici religiosi non hanno
piegato. È fiera di essere donna ed è fiera di
essere madre; vive la propria giornata come una
sfida e affronta la vita con forte energia. Le dico
grazie per avermi ospitato in casa: è per me
il primo incontro prolungato con una donna
wahabita a Gaza. Amina chiede l’ora ad Amal.
La ragazza dice che sono le 3 del pomeriggio.
Amina si alza e qui succede una cosa che mi
provoca così profondamente da togliermi il re-
spiro. Amina dice:
“È l’ora dell’iniezione a Ibrahim che tieni in
braccio. È malato e ogni giorno deve fare una
iniezione”.
Dicendo così la donna apre una fiala di un
prodotto che non so neppure cosa sia perché
le scritte sono in arabo e poi cerca per terra,
tra il ciarpame. Trova un sacchetto di plastica
trasparente. Ci sono alcune siringhe di plastica
37

