Page 42 - Amina
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si affretta a tradurre. Amina con lo sguardo triste
               verso terra risponde:
                  “Sono dieci, forse quindici volte che uso
               quella siringa, non vedi come le tacche che mi-
               surano il farmaco sono consumate?”.
                  Apro il pugno. È vero! Sulla plastica traspa-
               rente si vede bene solo il 2 poi il 4 e niente più.
               Il colore nero della numerazione della quantità
               di farmaco si è sbiadito completamente. Conti-
               nuo incazzato:
                  “Ma questo è contro ogni norma igienica!
               Facendo così rischi di far male a tuo figlio con
               un’infezione”.
                  Mi mordo la lingua. Mi fa male e sanguina.
               Ho appena detto una terribile cazzata. Facile per
               me con dollari in tasca arrabbiarmi! Facile per
               me da cretino europeo rimproverare. Più diffi-
               cile è stare zitto e comprendere. Cala il silenzio
               nella stanzaccia. Ritorna il prepotente desiderio
               di abbracciare Amina, prontamente sedato. Un
               po’ di sangue mi esce dalle labbra.
                  “Padre... sanguini” dice Amal.
                  Sì, mi sono morsicato la lingua e voglio chie-
               dere scusa. Scusa per il rimprovero: scusa per il
               giudizio. Certo che Amina avrebbe usato 10 si-


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