Page 56 - 4. La speranza non delude
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sonno-veglia e quindi del succedersi dei giorni e delle set-
timane –, Mamma Santina per ben due volte esprime il
desiderio di recarsi in chiesa! Non chiede a mia sorella di
andare a casa, di entrare nella sua cucina o nella sua ca-
mera da letto, ma chiede di poter recarsi in duomo. Pre-
ferisce la chiesa alla casa, al punto da farmi porre una pro-
fonda domanda: quale sia per Santina la sua autentica
dimora. Quando Mamma a casa prega si mette volentieri
vicino alla piccola finestra che dà su piazza Santa Maria
Maggiore e da lì può vedere la chiesa e nella chiesa imma-
gina la presenza di Gesù nel tabernacolo.
La mattina stessa dell’intervento chirurgico a cui Mam-
ma doveva sottoporsi, avevo celebrato insieme con mio zio
padre Luigi la santa messa nel reparto di cardiochirurgia e
mia madre aveva ricevuto la comunione. Nella liturgia del-
la Parola si leggeva il brano della liberazione degli Ebrei
dalla schiavitù d’Egitto e il salmo responsoriale era costi-
tuito dal bellissimo cantico di vittoria di Esodo 15: « Vo-
glio cantare al Signore, perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere ha gettato nel mare. Mia forza e mio
canto è il Signore ». Nella breve omelia commentavo che
Mamma stava per attraversare il Mar Rosso per giungere
alla liberazione da una brutta malattia cardiaca. È stata
proprio una difficile traversata di un Mar Rosso, rosso di
sangue come quello utilizzato durante l’intervento, quello
delle diverse piaghe e trafitture… Le due sponde di questo
mare cattivo e infido sono state per mia madre la preghie-
ra! Preghiera prima di iniziare l’intervento chirurgico, il
18 Luglio 2005, e preghiera quando i piedi cominciano a
toccare la riva il 30 Agosto 2005. Mamma Santina non è
ancora all’asciutto e trascorreranno ancora lunghi mesi di
sofferenza ma i pericoli più gravi sono ormai alle spalle:
più di cinquanta giorni di dura traversata, in cui l’anziana
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