Page 54 - 4. La speranza non delude
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no, senza nessuno, senza nessuna potenza, senza protezione.
Voglio continuare così, questo è il senso della mia vita. Chi
avrebbe pensato che quel singolare giorno pieno di sereni-
tà e pace vissuto a Gerusalemme prefigurasse la Via Crucis
dolorosa che Santina avrebbe vissuto alcuni mesi dopo e
che in questo libro voglio raccontare?
AGOSTO 2005
« Carolina, mi puoi portare in chiesa? ». Questo è il
primo luogo che Mamma Santina ha chiesto a mia sorella
di poter visitare in una delle prime passeggiate, sulla sedia
a rotelle, ancora non dimessa dalla terapia intensiva (mar-
tedì 30 Agosto, ore 19.30).
« Carolina, portami in duomo! ». Questa è stata la se-
conda richiesta di mia madre con una voce fioca ancora
« trapassata » dalla cannula della tracheotomia. Il giorno se-
guente (mercoledì 31 Agosto 2005, ore 19.00), sdraiata sul
letto della terapia intensiva e nuovamente con l’ossigeno
nel tubo della tracheo per una ricaduta dovuta a un rigurgi-
to di bile, Mamma Santina cerca di alzarsi con le deboli for-
ze. « Mamma, ma dove vuoi andare a quest’ora? ». « Devo
andare a messa! ». « Ma ora le chiese sono chiuse! ». « Ma
devo andare a messa… ». « Allora diciamo il rosario! ».
Carolina al termine della visita lascia Mamma con la co-
rona del rosario in mano e anche se non ha la forza di scor-
rere i grani si vede che per lei è un oggetto ben noto. Co-
me mi piacerebbe avere la fede di Mamma Santina! Una
fede talmente radicata nel suo animo da essere vissuta an-
che a livello subconscio; quando ancora le facoltà cerebra-
li non permettono di riordinare le idee, quando ancora lo
spazio e il tempo non hanno una loro configurazione.
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