Page 55 - 4. La speranza non delude
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In questa densa nebbia Mamma riesce a vedere il rife-
rimento sicuro della sua esistenza: la sua forte, granitica e
inossidabile fede che l’ha sempre guidata in ogni situazio-
ne della vita. È stato così quando nel 1963 ha perso il ma-
rito e ha deciso di non risposarsi crescendo da sola con il
duro lavoro noi piccoli bambini. È stato così quando al-
l’alba molto presto, alle cinque del mattino, scendeva per
le scale interne per pulire i pavimenti della Banca Coope-
rativa Diocesana e cantava a squarciagola i canti alla Ma-
donna per farsi animo. Avevo gli occhi intorpiditi dal son-
no e l’età di cinque anni quando scesi anch’io agli uffici
della Banca e ascoltai da lontano il suo canto… Nome dol-
cissimo.
Con questa sua grande fede mi consacrò al Signore an-
cora prima della mia nascita e con essa visse la gioia più
grande della sua vita: il giorno della mia ordinazione sa-
cerdotale. Con la stessa fede partecipò alle nozze di Maria
Carolina e ha vissuto fino a oggi lunghi anni in una serena
solitudine, riempita dallo spassoso chiasso dei nipotini o
dalle mie visite nei fine settimana. Con quella fede ha fat-
to crescere Martina, Daniela e anche Paolo, che da lei
hanno imparato le preghiere e dalla quale ricevevano ogni
mattino la tradizionale caramella prima di recarsi a scuo-
la. E infine è la sua grande fede che la rende impegnata in
parrocchia ogni domenica alla pesca missionaria, che la
vede partecipe mensilmente alle riunioni delle Familiari
del Clero. E ancora, è con questa fede che si impegna co-
me oblata nel vicino monastero benedettino di Santa Gra-
ta con il nuovo nome di Santina-Luigina.
Nei primi giorni di una graduale e difficile presa di
consapevolezza, con la testa ancora confusa circa lo spa-
zio e il tempo – in terapia intensiva la luce artificiale e le
cure mediche tolgono il normale ritmo di successione di
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