Page 61 - 4. La speranza non delude
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nostra casa in Città alta; quel cuore in cui ritrovavo tutto
me stesso, la mia vita, la mia esistenza… Vedere il cuore di
mia madre, ammirare quel capolavoro, vedere quanto Dio
è grande nella sua creazione.

   Stupore, meraviglia, silenzio erano gli ingredienti da
tenere ben presenti in me per seguire e per capire quanto
avveniva. La strada per giungere a contemplare il suo cuo-
re era quella della sofferenza: avrei visto il muscolo car-
diaco della mia vecchia mamma ottantenne perché era
ammalato e necessitava di una cura medica e chirurgica.
Che strano, per rivelare il proprio cuore si deve sempre
seguire la strada della sofferenza; anche Gesù sulla croce
ci ha mostrato il suo cuore nella sofferenza, un cuore
squarciato per amore.

   Da solo non ce l’avrei mai fatta! Occorreva qualcuno
che avesse sorprendenti qualità per permettere tutto que-
sto; persone di grande professionalità e competenza, di
grande capacità tecnica, ma animate in questa loro eccel-
lente bravura da un cuore pieno di generosità e amore: so-
lo altri cuori potevano mostrare a me il cuore della mia
mamma, il cuore della mia vita! Paolo e Luca – il prof. Fer-
razzi e il prof. Lorini – hanno compiuto questo miracolo.

UN PRETE IN SALA OPERATORIA?

   Non si può vedere il cuore della propria madre come si
vede qualsiasi altra realtà. Ammirare questo mistero che è
il cuore materno è stato un dono preparato per me dal Si-
gnore in venti lunghi anni di esercizio del mio ministero
sacerdotale. Scavando il mio passato ho trovato un’espe-
rienza analoga e propedeutica a quella che ho vissuto il 18
Luglio 2005 dalle 15.00 alle 20.40.

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