Page 42 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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Il bambino saltò e si ritrovò sano e salvo nelle robuste
braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo. Non
vedi Dio. Ma Lui vede te. Buttati!» (Bruno Ferrero,
Perché avete paura, in C’è qualcuno lassù?, LDC, 1993,
p. 40). Il Vangelo radicalmente ci chiede di perdere la
propria vita e non anteporre nulla, nemmeno il padre e
la madre al Signore. Si propone qui una fede radicale,
come quella di Abramo che è disposto anche a dare il
figlio per il Signore. Si ama il Signore senza misura, co-
me ha fatto il Signore con noi dando se stesso; si sceglie
Lui non perché dà qualche cosa in cambio, ma perché
è il Signore, è prima di tutto e soprattutto. Il discepo-
lo mandato da Gesù rende presente Lui. E chi l’accoglie,
accoglie Gesù, il Messia e il Salvatore. Se il Vangelo è
esigente e chiede a noi di porre il Signore prima di
tutto, in ciascuno di noi deve maturare cristianamente
un atteggiamento che renda possibile questa sequela.
Nella mia vicenda personale la scelta di non antepor-
re nulla a Cristo è avvenuta il 21 giugno 1986. In quel
giorno sono stato ordinato sacerdote e da quel giorno
io ritengo che quella data sia la data più importante
della mia vita, più importante anche della mia nascita,
finalizzata solo alla mia ordinazione sacerdotale! Chi
mi ha condotto per mano fino al giorno radioso e
splendido di sabato 21 giugno 1986 e che oggi ancora
mi tiene per mano è mia Madre. Devo a Lei tutto quel-
lo che sono, lo devo alla sua fede e al suo fulgido esem-
pio di vita. Scrivo così questo libretto in suo onore,
partendo proprio dalla Lettera che ho preparato per
Lei e che ho letto davanti a tutti, la domenica 22 giugno
1986 in occasione della mia prima Celebrazione euca-
ristica. È una lettera di ringraziamento ed è una lette-
ra programmatica che ben rispecchia, ancora oggi, il

42 I - CARA MAMMA
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