Page 43 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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mio animo sacerdotale e i miei sentimenti verso mia
Madre.

   Lei mi ha insegnato l’atteggiamento dell’abbandono
e della confidenza nel Signore. Per esempio domenica
25 settembre 2005 in uno dei primi colloqui spirituali
in terapia intensiva dopo l’intervento chirurgico, Mam-
ma torna a essere la mia maestra spirituale: «Don Gigi,
mi devo vestire perché devo andare a Messa!». «Mam-
ma non è possibile diciamo invece i Vespri che tu
conosci a memoria?». «Va bene!». Dopo la preghiera
vuole pregare per mio zio Padre Luigi e per me e poi
mi chiede: «Mi vuoi bene?». Io rispondo riempiendola
letteralmente di baci. «Don Gigi, stai con Gesù e fai il
bravo sacerdote». Questo breve discorso spirituale
indica quanto Mamma Santina sia per me guida spiri-
tuale! Per Lei l’Eucaristia è la vita; ed è ancora nello
stesso giorno che non vuole mangiare perché deve fare
la Comunione! Solo dopo averLa esortata diverse vol-
te e spiegando che non può andare a Messa, desiste e
mangia. Questo atteggiamento dell’abbandono e della
confidenza in Dio è stato uno dei più grandi atteg-
giamenti a cui si è ispirata la spiritualità cristiana. È la
vicenda narrata dalla nostra piccola, ma significativa
novella. Il piccolo bambino è ciascuno di noi, che vive
in una situazione di continua fragilità e precarietà. Una
situazione pericolosa dunque, quanto quella casa in
fiamme dove il bimbo si trova. La vita è così incerta e
insicura che ciascuno di noi per quanto si affanni, non
può garantirsi il proprio domani. In questa precarietà
siamo avvolti dal fumo, un fumo denso e nero che ci
impedisce di vedere il padre... allora, per il fatto che
non riusciamo a scorgere Dio nella nostra giornata, pen-
siamo che non esista o che si sia dimenticato di noi.

                 43LA GIOIA DEL SIGNORE È LA NOSTRA FORZA
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