Page 45 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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Oggi, come dice Piero Scuri nella sua bella poesia
«si è svegliato un sogno», un sogno che ci ha visto af-
frontare gioie e difficoltà. Ma chi sveglierà questo
sogno? Sveglierà due persone: un prete e una mamma
di un prete! In questi giorni la mia vita è completa-
mente cambiata per il dono del carattere sacerdotale.
Il pane sull’altare diventa il Corpo del Signore pur rima-
nendo nelle apparenze pane. Ieri io sono diventato
prete pur rimanendo nelle apparenze sempre me stesso
con tutti i difetti e con tutte le mancanze. Tu ieri hai
smesso di essere la mamma di un seminarista per esse-
re la mamma di un prete! Forse in questi giorni tutti e
due siamo presi dalla voglia di dire... «era ora, con tutto
quello che ho fatto me lo merito proprio». Non è vero
nulla, essere prete ed essere mamma di un prete supera
tutti gli sforzi e le fatiche che abbiamo fatto, il merito è
solo del Signore e noi siamo «servi inutili».
Perché oggi sono prete? Perché il Signore l’ha vo-
luto e basta. Se io non conosco «perché» oggi sono
prete, conosco però il modo che il Signore ha usato per
farmi prete. Il modo, cara Mamma, sei proprio tu!
Tanti anni fa ho perso il papà, hai perso tuo marito;
non ti sei risposata e la tua vita ha avuto come soste-
gno esclusivamente la Fede, una Fede grande e forte
che ha fatto crescere me e Carolina con tutto il neces-
sario. In quel dolore e soprattutto in quella Fede gene-
rata dal grande soffrire io oggi con sicurezza trovo la
nascita della mia vocazione. Perdendo papà tu hai
detto che la tua sola forza era il Signore, il Signore che
vince disperazione e angoscia, e da quella croce dopo
lunghi tre giorni è nata la risurrezione! Il senso di quel
soffrire? Perché il Signore lascia una donna molto gio-
vane con due piccoli bambini sola ad affrontare una
45LA GIOIA DEL SIGNORE È LA NOSTRA FORZA

