Page 41 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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rno alla carica: «Ti prego, me lo dici?». Il suo volto si fa
serio e guardandomi negli occhi come sa fare Lei mi dice:
«Io non credo a queste cose, sai? Tuttavia ho pensato che
in qualunque luogo si può domandare a Dio una cosa
buona e allora ho formulato questa preghiera: Ti prego
Gesù, che il mio don Gigi sia sempre un bravo sacerdote!
Questo non dipende da una stupida pietra, ma da Dio e
da te! Ricordalo sempre: hai capito Luigi?».

   Scendemmo in silenzio da quella antica pietra e quel-
la frase guidò tutta la mia giornata a Pechino. La sera,
stanchi, mentre dalle finestre del nostro albergo guar-
davamo la basse povere catapecchie dai comignoli delle
quali saliva il denso fumo del carbone, diedi un bacio
a Mamma e dissi: «Grazie per la preghiera di oggi, ti
prometto che ce la metterò tutta per essere sempre un
bravo sacerdote!». Mi rispose indicandomi le povere
case della città cinese: «Fallo per loro, fallo per i pove-
ri e gli ultimi. Buon anno don Gigi!». E con un bacio
andammo a dormire.

Non anteporre nulla, nemmeno il padre
e la madre, al Signore

   «Mentre le fiamme divampavano, genitori e figli cor-
sero fuori. In quel momento si accorsero, con infinito
orrore, che mancava il più piccolo, un bambino di cin-
que anni. Ma ecco che lassù, in alto, s’aprì la finestra
della soffitta e il bambino si affacciò urlando dispera-
tamente: “Papà! Papà!”. Il padre accorse e gridò:
“Salta giù!”. Sotto di sé il bambino vedeva solo fuoco
e fumo nero, ma sentì la voce e rispose: “Papà, non ti
vedo...”. “Ti vedo io, e basta. Salta giù!” urlò l’uomo.

                 41LA GIOIA DEL SIGNORE È LA NOSTRA FORZA
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