Page 23 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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N« ella Lettera ai Romani l’apostolo Paolo si pronuncia
ancora più ampiamente sul tema di questo “nascere della
forza nella debolezza”, di questo ritemprarsi spirituale
dell’uomo in mezzo alle prove e alle tribolazioni,
che è la speciale vocazione di coloro che sono partecipi
delle sofferenze di Cristo: “Noi ci vantiamo anche
nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce
pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata
la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore
di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo, che ci è stato dato”. Nella sofferenza
è come contenuta una particolare chiamata alla virtù,
che l’uomo deve esercitare da parte sua. E questa è la virtù
della perseveranza nel sopportare ciò che disturba e fa male.
L’uomo, così facendo, sprigiona la speranza, che mantiene
in lui la convinzione che la sofferenza non prevarrà
sopra di lui, non lo priverà della dignità propria dell’uomo
unita alla consapevolezza del senso della vita. Ed ecco,
questo senso si manifesta insieme con l’opera dell’amore
di Dio, che è il dono supremo dello Spirito Santo.
Man mano che partecipa a questo amore, l’uomo si ritrova
fino in fondo nella sofferenza: ritrova “l’anima”, che gli
sembrava di aver “perduto” a causa della sofferenza».
Salvifici Doloris, n. 24
PARTE PRIMA
CARA MAMMA

