Page 20 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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gna come oblata nel vicino Monastero Benedettino di
Santa Grata con il nuovo nome di Santina-Luigina!

   Nei primi giorni di una graduale e difficile presa di
consapevolezza, con la testa ancora confusa circa lo
spazio e il tempo – in terapia intensiva la luce artificiale
e le cure mediche tolgono il normale ritmo di succes-
sione di sonno-veglia e quindi del succedersi dei gior-
ni e delle settimane – Mamma Santina per ben due
volte esprime il desiderio di recarsi in chiesa! Non
chiede a mia sorella di andare a casa, di entrare nella
sua cucina o nella sua camera da letto, ma chiede di
poter recarsi in Duomo. Preferisce la chiesa alla casa,
al punto da farmi porre una profonda domanda: quale
sia per Santina la sua autentica dimora. Quando Mam-
ma a casa prega si mette volentieri vicino alla piccola
finestra che dà su Piazza Santa Maria Maggiore e da lì
può vedere la chiesa e nella chiesa immagina la pre-
senza di Gesù nel Tabernacolo.

   La mattina stessa dell’intervento chirurgico a cui
Mamma doveva sottoporsi, avevo celebrato insieme
con mio zio Padre Luigi la Santa Messa nel reparto di
Cardiochirurgia e mia Madre aveva ricevuto la comu-
nione. Nella Liturgia della Parola si leggeva il brano
della liberazione degli ebrei dalla schiavitù d’Egitto e
il salmo responsoriale era costituito dal bellissimo can-
tico di vittoria di Esodo 15: «Voglio cantare in onore
del Signore perché ha mirabilmente trionfato, ha get-
tato in mare cavallo e cavaliere, mia forza e mio canto
è il Signore!». Nella breve omelia commentavo che
Mamma stava per attraversare il Mar Rosso per giun-
gere alla liberazione di una brutta malattia cardiaca! È

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