Page 18 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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occhi sono pieni di luce interiore; mi regala il suo sor-
riso, dentro di me penso che la citazione di Annalena
Tonelli ben descrive la sua vita interiore: “Vivo come
nessuno, senza nessuno, senza nessuna potenza, senza
protezione. Voglio continuare così, questo è il senso
della mia vita”». Chi avrebbe pensato che quel singo-
lare giorno pieno di serenità e pace vissuto a Gerusa-
lemme prefigurava la Via Crucis dolorosa che Santina
avrebbe vissuto alcuni mesi dopo e che in questo
libretto voglio raccontare?

   «Carolina mi puoi portare in chiesa?» (martedì
30 agosto 2005, ore 19.30). Questo è il primo luogo che
Mamma Santina ha chiesto di poter visitare a mia so-
rella in una delle prime passeggiate, sulla sedia a rotelle,
ancora non dimessa dalla terapia intensiva. «Carolina
portami in Duomo!». Questa è stata la seconda richie-
sta di mia Madre con una voce fioca ancora «trapas-
sata» dalla cannula della tracheotomia. Il giorno se-
guente (mercoledì 31 agosto 2005, ore 19.00), sdraiata
sul letto della terapia intensiva e nuovamente con l’os-
sigeno nel tubo della tracheo per una ricaduta dovuta
a un rigurgito di bile, Mamma Santina cerca di alzarsi
con le deboli forze. «Mamma, ma dove vuoi andare a
quest’ora?». «Devo andare a Messa!». «Ma ora le chie-
se sono chiuse!». «Ma devo andare a Messa...». «Al-
lora diciamo il rosario!». Carolina al termine della visi-
ta lascia Mamma con la corona del rosario in mano e
anche se non ha la forza di scorrere i grani si vede che
per Lei è un oggetto ben noto.

   Come mi piacerebbe avere la fede di Mamma San-
tina! Una fede talmente radicata nel suo animo da es-

18 INTRODUZIONE
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