Page 75 - Maritza
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era ritornato. Anche lui, Alejander, dopo essersi
sfogato iniziò ad abbracciare e a sorridere felice
con i fratellini... Quella serata divenne per noi
una festa. Don Gigi, l’unica festa delle mia vita,
nella miseria ma nella profonda gioia e pace di
avere con me tutti i miei figli. Tutti stanchi ma
felici recitammo le preghiere della sera... E il
profondo e ristoratore sonno ci avvolse tutti in
una notte serena”.
Guardavo la bella ragazza che con il cuore
raccontava la sua gioia.
“Bene, Maritza, un finale bellissimo! Meno
male che tutte le tue sofferenze hanno trovato
pace”.
La ragazza si fa triste. Il piccolino, nel frattem-
po, ha svuotato il seno destro. Maritza asciuga il
capezzolo, lo ripone nel reggiseno e ricompone
la maglietta rossa.
Dolcemente le dico:
“Puedo? Posso?”.
Lei acconsente e mi prendo in braccio il pic-
colo che dorme come un sasso. Lo guardo. È
un angelo. Quel piccolino sprigiona un’energia
di vita potente. Lo coccolo. Maritza si alza e mi
riempie il bicchiere di acqua. Si siede e mi dice:
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