Page 80 - Maritza
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Con una infinita dolcezza:
“Ora mi credi? Ti avevo detto che questa sto-
ria ti avrebbe fatto del male... Questa storia non
è da scrivere, ma da dimenticare”.
Di nuovo, con le sue dita screpolate e massa-
crate dalla follia di José, lentamente, mi asciuga
i lacrimoni, mi versa altra acqua fresca nel bic-
chiere, chiama i bambini. Mentre loro entrano li
bacio e li saluto... Per ultimo abbraccio lei con
molta forza:
“Ti prometto, ti giuro che non sei sola. Tu sei
un gigante. Ho bisogno di te. Ti lascio il numero
di telefono su questo pezzo di carta e, attraverso
la Caritas di Puerto Maldonado, rimarremo in
contatto. Non temere, tu hai una forza da spacca-
re le montagne... quanto vorrei essere come te!”.
Mi inginocchio davanti a lei:
“Ti prego, fammi un segno di croce sulla
fronte, questo sarà il tuo regalo”.
Lentamente fa il segno della croce sulla fronte
e io mi inchino fino a terra baciando lentamente
i suoi piedi. Lei mi alza con forza e a sua volta
mi abbraccia con forza. Sento il suo pianto stroz-
zato sulle mie spalle, le sue lacrime bagnano la
mia maglietta bianca. Con le dita asciugo le sue
lacrime e mi metto le dita bagnate in bocca, co-
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