Page 48 - Santiago
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Giungo a Cuzco e con una lunga chiacchierata
               imploro Padre Dante di trovarmi un bimbo dai 4
               agli 8 anni che lavori... Niente da fare: una terza
               porta si chiude.


                  Non demordo. Sono peggio dei peruviani an-
               dini. Ho la testa troppo dura e come un toro cerco
               di sfondare altre porte, ma mi vado a scornare per
               una quarta volta con Percy, autista del Collegio San
               Roman, che mi dice, dopo aver cercato, che non
               ha trovato nessuno. Mi scoraggio e mi faccio triste.
               Al ritorno dal carcere di Challapalca la stanchezza
               unita a questi ripetuti fallimenti mi demoralizzano
               profondamente. Sono deluso e apatico. Questa
               volta non ci riesco!
                  Mentre dico così mi viene in mente di chiede-
               re al caro amico padre Joselo. Parliamo con un
               catechista che lavora nei campi. Mi dice che lui
               conosce e chiederà. Pongo molta fiducia in questo
               catechista, sono sicuro mi troverà qualcuno.


                  Arriva la sera del 26 dicembre, festa di Santo
               Stefano. È una serata estiva meno fredda delle altre
               a Juliaca, la città dei venti, e il vento secco spira
               forte e a intermittenza. Con Emanuele, Giacomo,
               Olinda, Hernan, Josmell e Jofran usciamo da Pla-


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