Page 49 - Santiago
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za Vea dopo un’ottima cena offerta da Giacomo
               ed Emanuele quasi a compensazione del cibo di
               Challapalca e ci avviamo verso il convento dove
               padre Joselo ci sta attendendo. Nel cuore la segreta
               speranza che quell’uomo, grande amico, mi farà la
               sorpresa di una storia da raccontare e da capire.
               Olinda telefona. Il padre scende e apre la porta.
               Alcuni brevi minuti di chiacchiere e poi la mia
               domanda diretta:
                  “Padre il catechista ha trovato la storia? Domani
               mattina e tutto il giorno sono disponibile ad andare
               con lui nei campi”.
                  Il caro amico si fa serio e inizia in modo di-
               plomatico.
                  “Don Gigi, nei giorni scorsi a Lima è stato pub-
               blicato un reportage che parla del grave fenomeno
               dello sfruttamento dei minori. È una piaga grave e
               profonda e lo Stato non combina nulla per questi
               piccoli che all’età di cinque anni lavorano dalla
               mattina alla sera... Tutti hanno paura, per primi
               i bambini che possono essere picchiati e talvolta
               uccisi se parlano. Il catechista mi ha detto che i
               bambini ci sarebbero ma che nessuno di loro vuole
               parlare. Mi dispiace ma questa volta non ti posso
               aiutare. Desisti dal tuo intento, ti prego”.
                  Con cordialità il religioso ci saluta. Emanuele e
               Giacomo entrano nel convento e... la porta grigia

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