Page 44 - Santiago
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“Peccato! Cosa potremmo fare? Quando la San-
               tina era viva io la vedevo cinque volte al giorno
               con skype... e mi ricordo che una volta con suor
               Maria ci eravamo viste con skype. Che ne dite se
               chiedo a suor Flora di vederci una volta al mese?”.
                  Le ragazze e le bambine, tutte insieme, mi di-
               cono di sì.
                  “Bene! – proseguo io – Allora parleremo con
               suor Flora. Sono convinto che sarà contenta e io
               una volta al mese da Roma potrò vedervi e stare
               un po’ con voi!”.
                  Olinda ci chiama nel salone. Deve iniziare lo
               spettacolo di Natale. Insieme, tenendoci per mano,
               giungiamo al salone e loro scappano insieme alle
               altre per indossare i costumi della festa e della
               recita. Mi siedo al posto preparato vicino a Olin-
               da ed Emanuele: anche loro sono pieni di gioia.
               Le altre ragazze delle trentadue dell’orfanotrofio li
               hanno stregati e vedo nei loro occhi la commozio-
               ne dell’incontro. Canti natalizi, scenette deliziose,
               balli incas, poesie, riempiono la serata di festa che
               si conclude con il dono di piccoli ‘babbo natale’
               in peluche, inviati loro da mia sorella Carolina, e
               dal buon panettone che le ragazze gustano avida-
               mente.
                  Recitiamo la preghiera, beviamo con le suore
               un mate caldo e poi con suor Flora corriamo all’IN-

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