Page 50 - Santiago
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si chiude e dall’interno le chiavi compongono tre
               mandate inesorabili, secche e senza appello.
                  Rimando triste e muto. Olinda se ne accorge:
                  “Mi dispiace don Gigi!”.
                  Rallento il passo. La quinta porta si è chiusa
               Dopodomani si parte e la giornata di domani è
               stracolma di impegni. Per la seconda volta tornerò
               in Italia a mani vuote. Già nel pomeriggio avevo
               comunicato il mio sconforto a Lucia Capuzzi di
               Avvenire. Anche lei mi aveva detto che sarebbe
               stato difficile.
                  Percorriamo per circa trenta metri la strada che
               dà su Plaza de Armas. Hernan, Josmell e Jofran
               sono avanti alla ricerca di un taxi per far ritorno a
               casa. La bella chiesa di Santa Catalina mi è di fron-
               te e le luci della sera danno alla piazza una certa
               magia. La piazza è semi deserta. Sono le dieci e
               mezzo della sera. Nel cervello una frase: ‘Possibile
               che non sia possibile?’. Eppure non lo faccio per
               me! Sono a metà della piazza. All’angolo, vicino
               alla antica cattedrale, c’è un palo del semaforo di
               colore giallo. A sinistra ci sono due vecchi che
               chiedono elemosina. Vicino a loro uno scatolone
               grande e alla destra... Guardo bene. Riguardo bene
               e... In tre brevi secondi mi organizzo: un piccolo
               banco di vendita, il profumo di wuster affumica-
               ti, la brace raccolta sotto la lastra bollente, sette

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