Page 93 - Paul
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porta. Si presenta questa donna. Mi saluta con malvagità e cattiveria si vestono di bontà e di giu-
dolcezza e mi dà una carezza. Io provo il gelo e stizia. Compiuto il taglio tu sei nella parte giusta
scoppio a piangere. Mia mamma mi porta nell’al- della vita e della società: lo devi sopportare, si
tra stanza e mi spoglia nuda mentre la nonna e deve fare, non puoi sottrarti e la malvagità e cat-
la vecchia parlano… Chiamano mia mamma e ci tiveria si vestono di dolci carezze e di coccole per
dicono di andare. Io grido e mi attacco alle braccia stemprare il dolore sordo e contro natura di una
della mamma. Mi distendono sul letto dove hanno creatura indifesa, pura e sana. Generi una meno-
messo una stuoia pulita. Mia madre e mia nonna mata, la mutili, la privi della femminilità, compi una
mi tengono inchiodata al letto e la vecchia taglia. mostruosità e ti senti una santa, una mistica, una
Grido come una pazza. Sembra che i secondi e i persona che opera il bene.
minuti siano divenuti ore… il dolore più forte della La bimba piange e si chiude le piccole gam-
mia vita. Mai avevo provato questo dolore!”. bette, le serra forte forte quasi sentisse il dolore
La piccolina scoppia a piangere e non c’è verso ancora. Sto scrivendo: la storia mi dà capogiro.
di fermarla. Io purtroppo non capisco la lingua, ma Il pianto della bambina, il silenzio impietrito del-
capisco l’aberrazione che sta raccontando per il le altre quattro, una nuova puntura di un insetto
volto esterrefatto di suor Everlyne, Jimmy e Dore- sulla schiena, il caldo insopportabile, provocano in
en, mentre Esha rimane impassibile e lentamente me una reazione imprevista: corro fuori cerco di
mi traduce le parole che finiscono con impiastrare respirare aria fresca, e invece inghiotto l’aria bol-
un foglio di carta che tengo tra le mani. Dovrò tra- lente mista a polvere di Garissa e vomito, vomito
scriverlo prima che le tinte del dolore scompaiano nell’orto, vomito quel poco cibo che ho mangiato
dalla mia descrizione. a pranzo: un pezzo di pesce e un po’ di riso. Ora
Sono abituato, durante i viaggi, ad ascoltare la casacca odora anche del mio vomito. Nessu-
dolore, ma sono del tutto impreparato ad ascol- no si accorge a parte la piccola chiazza di vomito
tare malvagità vestite di bontà: il vero volto del nell’orto. Prendo la canna dell’acqua di prima, mi
Male! Questa storia mi dà il capogiro. Una simile lavo di nuovo la testa rasata a zero in carcere,
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