Page 92 - Paul
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porta. Si presenta questa donna. Mi saluta con                   malvagità e cattiveria si vestono di bontà e di giu-
         dolcezza e mi dà una carezza. Io provo il gelo e                 stizia. Compiuto il taglio tu sei nella parte giusta
         scoppio a piangere. Mia mamma mi porta nell’al-                  della vita e della società: lo devi sopportare, si
         tra stanza e mi spoglia nuda mentre la nonna e                   deve fare, non puoi sottrarti e la malvagità e cat-
         la vecchia parlano… Chiamano mia mamma e ci                      tiveria si vestono di dolci carezze e di coccole per
         dicono di andare. Io grido e mi attacco alle braccia             stemprare il dolore sordo e contro natura di una
         della mamma. Mi distendono sul letto dove hanno                  creatura indifesa, pura e sana. Generi una meno-
         messo una stuoia pulita. Mia madre e mia nonna                   mata, la mutili, la privi della femminilità, compi una
         mi tengono inchiodata al letto e la vecchia taglia.              mostruosità e ti senti una santa, una mistica, una
         Grido come una pazza. Sembra che i secondi e i                   persona che opera il bene.
         minuti siano divenuti ore… il dolore più forte della                 La bimba piange e si chiude le piccole gam-
         mia vita. Mai avevo provato questo dolore!”.                     bette, le serra forte forte quasi sentisse il dolore
            La piccolina scoppia a piangere e non c’è verso               ancora. Sto scrivendo: la storia mi dà capogiro.
         di fermarla. Io purtroppo non capisco la lingua, ma              Il pianto della bambina, il silenzio impietrito del-
         capisco l’aberrazione che sta raccontando per il                 le altre quattro, una nuova puntura di un insetto
         volto esterrefatto di suor Everlyne, Jimmy e Dore-               sulla schiena, il caldo insopportabile, provocano in
         en, mentre Esha rimane impassibile e lentamente                  me una reazione imprevista: corro fuori cerco di
         mi traduce le parole che finiscono con impiastrare               respirare aria fresca, e invece inghiotto l’aria bol-
         un foglio di carta che tengo tra le mani. Dovrò tra-             lente mista a polvere di Garissa e vomito, vomito
         scriverlo prima che le tinte del dolore scompaiano               nell’orto, vomito quel poco cibo che ho mangiato
         dalla mia descrizione.                                           a pranzo: un pezzo di pesce e un po’ di riso. Ora
            Sono abituato, durante i viaggi, ad ascoltare                 la casacca odora anche del mio vomito. Nessu-
         dolore, ma sono del tutto impreparato ad ascol-                  no si accorge a parte la piccola chiazza di vomito
         tare malvagità vestite di bontà: il vero volto del               nell’orto. Prendo la canna dell’acqua di prima, mi
         Male! Questa storia mi dà il capogiro. Una simile                lavo di nuovo la testa rasata a zero in carcere,

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