Page 56 - Martin
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               Martín si  è  infervorato  nel  raccontare;  io  mi
        affaccio, cercando  sicurezza  in  questo  racconto
        dell’inferno perché mi rendo conto che sto ascoltando
        cose pericolose… la guardia carceraria  è sparita in
        fondo al corridoio dove sta parlando con Dulce.
        Inghiotto amaro  e mi chiedo se sia conveniente
        continuare. Rientro, bevo tutto di un colpo il bicchiere
        di acqua gelata e guardo il sorriso ora accogliente del
        Camaleonte:  “Non  avrei mai pensato che il dolore
        potesse generare odio in una persona e strutturarlo in
        modo così lucido; ma quante persone  hai ucciso  e
        quante ne hai torturate?”. Il Camaleonte si fa
        pensieroso e mi dice: “Don Gigi, in media erano uno o
        due omicidi la settimana, alcune volte nessuno, altre
        volte tre. Io ricordo bene, penso forse una trentina di
        omicidi!”. Inghiotto amaro e gli dico: “Non voglio sapere                                       Ma torniamo a noi… se vuoi scendere fino in
        neppure  un nome di queste persone! Non  mi                                              fondo nel mio inferno devi sapere che ero un ottimo e
        interessa…”. Lui  mi  tranquillizza:  “Non  avere  paura,                                raffinato  torturatore!  Scariche elettriche,  torture con
        non voglio farti  del male, voglio invece  riscattare il                                 l’acqua,  con una candela accesa  sotto i talloni  delle
        male che ho fatto, altrimenti non sarei qui e… non ho                                    vittime… fino a tagliare a pezzi, fino a ridurre a pezzi la
        voluto la guardia carceraria per proteggerti: di loro e di                               persona, usando la sega, lentamente, per tagliare un
        lui devi avere paura!”.                                                                  braccio, per esempio: non con il machete, che con un
        Come un fulmine a ciel sereno entra in me il pensiero                                    colpo secco fa soffrire di meno. Prima che morissero
        che se in questo carcere  circolano  droga,                                              straziati dicevo loro: ti ho preparato per incontrare San
        prostituzione, alcool è tutta opera delle stesse guardie                                 Pietro!”.
        corrotte sulle  quali  in  questo  viaggio  ho  imparato                                        Non  serve  raccontarvi  l’inferno nel quale mi
        molto. “Oggi  i veri camaleonti qui dentro  non siamo                                    sono trovato catapultato: so che oggi vorrei  solo
        noi, ma sono le guardie che portano droga  con la                                        dimenticare  quello che il Camaleonte  mi ha
        quale la gente qui si sballa e contro la quale io oggi                                   raccontato…  ma ecco cosa succede,  mentre lui
        lotto con tutte le mie forze!                                                            racconta – forse sto diventando vecchio: dallo stomaco
                                                                                                 mi sale un conato di vomito che non riesco a
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