Page 51 - Martin
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 insieme, con aggiunta  di  elementi importanti  nel   “Martín, mettiamo  una  regola  alla  nostra
 cocktail di veleno della sua vita che si chiamano droga   chiacchierata: tu mi dici la pura verità oppure taci, ma
 come coca, marjuana e crack.  le righe che scrivo  devono essere autentiche, va
 Martín  ha 47 anni e decide di raccontarmi  la   bene?”. L’uomo mi scruta con degli occhi molto vivaci
 sua storia: quella schifosa e quella di una redenzione   e mi dice lentamente: “Tu non sai cosa mi chiedi, stai
 grazie a un grande amore, l’amore di Sara. Martín è   per ascoltare l’inferno!”. A questo punto succede una
 chiamato El Camaleon,  il Camaleonte:  di  notte   cosa che mi gela il sangue: la guardia carceraria che
 delinquente,  di giorno poliziotto;  oppure di giorno   doveva  presidiare e controllare il nostro colloquio ci
 delinquente e di notte poliziotto. Lo incontro nel reparto   lascia, lascia la porta aperta e si mette fuori in piedi,
 chiamato MS, di massima sicurezza.  Lo  osservo   ma lontano, in modo da non poter ascoltare  nulla. Il
 attentamente  e vedo sul braccio destro le terribili   delinquente con il suo occhio lo segue con attenzione,
 cicatrici  di aghi male infilati,  perché  l’annebbiamento   per vedere dove si mette, e io ho paura; il prigioniero,
 della droga non ti fa centrare la vena… e subito sotto   invece,  si sente invece  molto più a suo agio e per
 la cicatrice  dell’ago  un tatuaggio…  eh sì: questo   questo sono sicuro che la sua storia sarà più
 viaggio mi sembra guidato dai tatuaggi, e questo è un   veritiera… Martín Torres Rodriguez è nato il 29 marzo
 tatuaggio  rigorosamente  fatto in carcere, di rozza   1975 ad Acapulco. Purtroppo sto parlando  con una
 fattura. “Martín, ascolta vorrei chiedere il permesso alla   persona con il cervello trapanato dalle droghe e questo
 direzione del carcere di intervistarti, ma prima di farlo   si riconosce dai suoi frequenti sbalzi di umore,
 vorrei  chiedere a te…  sto raccogliendo  storie di   controllati però  sufficientemente  grazie a  un  lungo
 redenzione e riscatto e la tua mi pare una di queste.   percorso di riabilitazione e di lavoro su sé stesso.
 Potresti  fare del bene raccontando  come la tua   L’uomo mi guarda, mi studia, senza la guardia
 disgustosa  vita si sia trasformata  in speranza per   si sente più a suo agio e il nostro discorso si mette sul
 molti”. Sorride, il carcerato, e mi dice di sì. Compila la   tono cordiale: “Padre, inizio con il dirti che io sono un
 lettera per autorizzazione che affido al direttore. Ieri è   delinquente  dall’età  di 13 anni: droga, furti,  assalti  e
 arrivata  la risposta  dalla direzione  dello Stato  da   rapine; mi ricordo che la pistola era troppo grande per
 Chilpancingo. Torno al carcere e con Martín passo due   la mia piccola mano e anche troppo pesante: era una
 ore, impegnative per la crudezza dei suoi racconti di   calibro  32 con sette colpi. La pistola la prendevo  da
 torturatore  e, dall’altro canto, per  la storia  dolce e   mio padre che lavorava come guardia penitenziale nel
 commovente di redenzione, nella speranza che anche   carcere, era il mio eroe, lui mi mostrava con orgoglio la
 qui non sia camaleonte.  sua pistola  e fu lui a insegnarmi  a sparare il primo
                   colpo… Frequentavo cattive compagnie, una pandilla
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