Page 59 - Martin
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 controllare, inghiotto saliva, ma il conato non si ferma e   non tornerà più quello di prima;  però  ho smesso  di
 con prepotenza si fa strada dallo stomaco alla gola e   essere camaleonte. Dio è ancora distante da me, ma
 dalla gola alla bocca. Lascio matita e carta e corro nel   la mia donna, Sara, mi ha cambiato…”. “E chi è
 cesso vicino. Nessuno si accorge che vomito… vomito   Sara?”.
 acqua e niente di più. Respiro forte nella lurida latrina   Ho ripreso  a  scrivere  con  maggior  energia  e
 e poi con le lacrime agli occhi rientro  con la testa   forza e piano piano la luce torna in me. “Sara è la mia
 bucata dal racconto assurdo.  Rientro  e Martín  sta   donna. Io sono arrivato in questo carcere  perché  al
 versando dell’acqua nel bicchiere. “Ho vomitato!”. “Lo   centro di aiuto ai tossicodipendenti ho ammazzato uno,
 so, lo so!”. In tono imperioso  mi dice: “Bevi!”.   e per questo omicidio ho preso 35 anni di condanna.
 Trangugio  l’acqua,  poi respiro  una, due, tre volte…   Arrivato  qui ero  ribelle e le  guardie-camaleonte mi
 respiro  lentamente.  Sono  in piedi, Martín  fa per   punivano con l’isolamento. Finché è arrivata lei. Veniva
 abbracciarmi,  con forza lo spingo lontano da me:   a trovare il figlio Eduardo che è stato qui per tre anni
 “Tutto  quello che mi hai detto mi fa schifo,   per  motivi  di droga. Lei veniva  a visitarlo  e ci siamo
 Camaleonte! Tu sei  una  bestia…”.  Ma  che  storia  di   innamorati.  Il figlio è uscito,  ma lei ha continuato a
 speranza ci ricavo da ‘sta merda? Non avevo mai fatto   venire  qui a trovarmi;  viene una volta la settimana,
 un’esperienza tanto schifosa; raccolgo i fogli e sto per   facciamo  sesso,  ci confidiamo e in lei ho trovato  la
 uscire,  mi affaccio  al corridoio  e in fondo vedo la   luce!”. Mi mostra una foto che ha con sé… Che strana
 guardia-camaleonte che  mi  osserva  in  modo   avventura: un delinquente di 47 anni con una donna di
 minaccioso:  forse,  alla fine, mi sento più al sicuro   56 che vivono  in un carcere una storia  d’amore: se
 rientrando da  Martín.  Mi  viene  di  abbracciarlo  forte,   fosse vero, ci sarebbe  materiale per  un film! Ma in
 ora, e lui mi abbraccia con una forza che mi toglie il   queste prigioni tutto è possibile.  “Ma come posso
 respiro. Beviamo  acqua  e  da  questo  momento   credere  che la tua storia  con Sara  sia vera?”. “Gigi,
 succede l’incanto… “Gigi, ti è passato?”. Il suo parlare   giudica tu concretamente quello che faccio e se vuoi
 è pacato e umano. “È giusto vomitare, tu sei venuto in   chiedi  conferma al direttore  del carcere! La Messa
 Messico per vomitare, per vedere l’inferno e provarne   nell’area  di massima  sicurezza  l’ho preparata  io,
 paura  e ribrezzo,  ma solo ora mi puoi capire!  Non   portando l’amplificatore,  gli  oggetti  per la  Messa;  mi
 avevo mai parlato così se non con Sara; lei mi ha tolto   occupo delle attività sociali; mi occupo della salute dei
 dall’inferno  e mi ha fatto rinascere.  Sì, padre, io ho   miei compagni, se hanno qualche  sintomo  di Tbc li
 molti problemi nella testa, per quello che ho fatto; mi   segnalo  all’infermeria,  li vado a trovare, porto le
 sono disintossicato” – mi mostra le cicatrici degli aghi,   medicine…  e sono contento quando recuperano  la
 che rimarranno per sempre – “anche se il mio cervello   salute. Poi una cosa che mi piace tanto, ma tanto, è
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