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Entrando in quello che possiamo chiamare un
             open space, alla mia destra, sul muro del corridoio,
             vedo due grandi dipinti a mano: si tratta del Gesù
             della Divina Misericordia e di una bella Madonnina
             che mi richiama Fatima. Ognuno dei due quadri è
             largo un metro ed è alto più di un metro e mez-
             zo. Nel piccolo appartamento le grandi dimensioni
             diventano enormi. Basterebbero questi due qua-
             dri per una famiglia molto cattolica italiana; anzi
             andiamo sul sicuro: uno e basta! Poi, guardando
             verso sinistra, al centro della parete principale, c’è,
             in alto, una mensola sulla quale sono accesi due
             lumini elettrici e in mezzo c’è una croce con due
             statuette: quella di San Giovanni Apostolo e quella
             della Madonna. Nelle due camere da letto ancora
             un trionfo di statuette e immagini religiose, corone
             del rosario appese al muro, crocifissi… Sembra di
             entrare in una cappella ma la padrona di casa non
             è una suora, bensì una dinamica e giovane ragazza
             elegante e bella, che non si vergogna di portare al
             polso la corona del rosario. I nostri italiani religiosi
             e praticanti subito definirebbero questa casa come
             una casa di bigotti e di esaltati religiosi. Forse la no-
             stra gente proverebbe anche disagio per l’ostentata
             religiosità, chiederebbe un consulto psichiatrico.


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