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impastarla con il sudore, la fatica e il lavoro della
             vostra vita! Ora che ho la bocca sporca del fango
             di questa terra, ho il cuore pulito per parlare. Vi
             dico solo una cosa: grazie! Grazie per l’esempio
             che siete per me e per tutti, voi siete il parafulmine
             dell’umanità. Dio non punisce la nostra stupida
             vita occidentale, ha pietà di noi perdigiorno, stu-
             pidi bambinoni, perché rispetta troppo la vostra
             fatica il vostro sudore e la vostra bontà. Tutto il
             mondo deve tornare a scuola qui. Ogni occiden-
             tale dovrebbe mettere i suoi piedi in una risaia per
             rivedere la propria vita! Da qui guardare a quanto
             siamo stupidi. Vi voglio bene! Io vorrei con voi re-
             citare il Padre Nostro. Forse è la prima volta che
             un prete prega con voi in risaia, Lo facciamo?”.
                 La povera gente si toglie il cappello e io inizio:
                 “Yanzacha, vacon vatai, Tam”.
                 Lentamente, con la cantilena vietnamita, pre-
             ghiamo il Padre nostro…
                 Alla fine impartisco loro la benedizione.
                 “Ora vorrei venire a salutare ciascuno di voi,
             uno ad uno e mi intratterrò un’ora con voi. Va be-
             ne? Prima vi dico una cosa: mentre venivo in moto,
             il vostro leader Thuan mi ha detto che nel villaggio
             non c’è ancora elettricità e che la linea elettrica

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