Page 121 - Luca
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Bergamo
 luca                                                     maria

 fluenza è diminuita, riusciamo a fermarci nei   Perché capita che controlli i parametri di un
 reparti e stare un po’ con i malati, dire loro   paziente, vedi che vanno bene. Ti sposti a visi-
 una parola di conforto, farli sentire meno soli,   tare un altro malato e quando torni da quello
 anche se il personale è sconvolto. Durante il   precedente vieni a sapere che improvvisa-
 giorno si cerca di essere forti, si trattengono   mente è morto. È un virus talmente subdolo…
 le lacrime. Ci si tiene tutto dentro. Ma poi alla   Nel giro di pochissimo tempo, quando pen-
 sera, quando esci e torni a casa, hai bisogno   savi che le cose andassero bene, ribalta tutto
 di quello sfogo, di quel pianto che ti aiuta per   e porta alla morte. Fa male, tanto male. E poi,
 il giorno dopo, e per quello dopo ancora”.  dopo la morte, c’è la sofferenza per la man-
         canza di un funerale, l’impossibilità di vedere
 Anche lei si abbandona spesso alle lacrime.   il parente defunto, di piangere sul suo corpo,
 “Ma la mia forza, al mattino quando mi   di dirgli addio”.
 sveglio e inizio la giornata, viene dall’affidar-
 mi alla Madonna e pregare dicendo: ‘Maria,   Maria l’ha provato sulla sua pelle:
 tu sei l’infermiera, Gesù, tu sei il medico, vi   “Il marito di mia cognata è morto di Coro-
 chiedo la forza e il coraggio e di guarire que-  navirus. Lui era a Ponte San Pietro, per una set-
 ste persone’. La fede aiuta tanto, per come   timana è rimasto a casa con la febbre, come
 sono io senza la fede non riuscirei a reggere.   tante persone. Ma la febbre non scendeva,
 Il virus ci ha messo in ginocchio, ci ha svelato   poi quando è cominciata la dispnea, hanno
 la nostra debolezza e fragilità di uomini”.  chiamato il 112 e sono venuti a portarlo via.
         Da lì, basta. Il primo giorno ti chiamano e ti
 Le domando cosa provi di fronte a così tan-  dicono che è stazionario, il secondo giorno
 te morti.   lo stesso, il terzo giorno ti riferiscono che il
 “Provo il vuoto interiore. Queste morti   virus è stato letale. Mio cognato, Giuseppe,
 ti svuotano dentro. Perché sono malati soli.   aveva 57 anni e nessuna patologia pregressa.

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