Page 119 - Luca
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Bergamo
 luca                                                     maria

 “Questa emergenza ha travolto tutta la   “Io sono molto credente e penso che la
 nostra routine – racconta – abbiamo dovuto   forza mi venga da lì, altrimenti umanamente
 ridurre moltissimo l’attività operatoria e tanti   uno scoppia. Vedi i pazienti che stanno male,
 infermieri in base alle competenze sono stati   che sono soli. Tu, parente, stai a casa, non sai
 chiamati a prestare servizio nelle aree Covid.   nulla, aspetti una telefonata che ti dia notizie.
 Il nostro ospedale è hub, punto di riferimento,   E poi ci sono tanti casi in cui i pazienti vengo-
 per gli infartuati e dovremmo lasciare dei posti   no trasferiti in altri ospedali. In questi giorni
 liberi anche per questa tipologia di pazienti”.  molti vengono portati in Germania. Se cerchi
 Maria ha 51 anni, è sposata e ha tre figli:   di immedesimarti in quella famiglia che, già
 Flavia di 23 anni, Alessia di 19 e Mattia di qua-  lontana, vede il parente – il padre, il marito, la
 si 17 anni. Le chiedo se sono loro nella foto   moglie – trasferito all’estero, ti rendi conto di
 del suo profilo WhatsApp.   quanto possa essere difficile da sopportare”.
 “Sì, sono io insieme a loro, alla laurea di
 mia figlia più grande Flavia, che studia Lingua   Nella sua voce e nel suo modo di parlare
 araba. Si è laureata a Milano e adesso è iscrit-  cadenzato, misurato, si percepisce l’immensa
 ta alla magistrale alla Ca’ Foscari di Venezia. È   sofferenza.
 stata anche a fare un programma di scambio   “In ogni paziente che vedi ti domandi: ‘Se
 universitario in Libano. Alessia deve fare la   fosse mio padre, mia madre, mia nonna, mio
 maturità e vuole studiare Medicina, ha deciso   fratello…’ E da lì parte l’angoscia”.
 che si specializzerà in Oncologia pediatrica.
 Mattia è alle scuole superiori”.   Ora  le  cose  cominciano  pian  piano  a
         migliorare, ma all’inizio arrivavano fiumi di
 Gestire l’emergenza in ospedale è duris-  malati, uno dietro l’altro, senza sosta.
 sima, bisogna fare un grande lavoro su di sé   “Non avevi nemmeno il tempo di fermarti
 per non cadere nel panico.   un attimo accanto al paziente. Adesso che l’af-

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