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Bergamo
luca maria
Le chiedo di Alessia, la seconda figlia che francescani e lei aveva chiesto loro di poter
ha deciso di diventare medico. ricevere la Comunione.
“Lei non parla, ma comprende. Ogni tan- “Ma uno di loro è risultato positivo e sono
to mi si avvicina, mi chiede come va, se ho stati messi tutti in quarantena. Mi manca l’Eu-
bisogno di qualcosa. In casa, quando torno carestia, nella vita mi ha sempre aiutato tan-
la sera, i figli mi fanno trovare tutto pronto. to. Io credo che la forza per affrontare certe
Io li sento tanto vicini. Le ragazze gestiscono situazioni non sia umana ma divina. La forza
le faccende di casa. Attraverso i miei occhi interiore che mi manda avanti viene dall’al-
leggono il mio stato d’animo. Sanno cosa pro- to, non da me stessa. La sera recito sempre
vo e cosa ho passato durante la giornata di il rosario. E poi quando vado in ospedale al
lavoro. Capiscono tutto benissimo. Il primo mattino ascolto sempre una bellissima pre-
giorno in cui ho messo la mascherina in casa ghiera che puoi trovare su YouTube, ‘Gesù
loro mi hanno detto: ‘Mamma, togli subito pensaci tu’, sono appena cinque minuti. Se la
quella mascherina, non vogliamo vederti così ascolti da sola, in silenzio, ad occhi chiusi, ti
qui dentro’. Ma la paura di essere contagiati e dà una carica…”.
di contagiare c’è sempre”.
Maria lavora in sala operatoria da trent’an- ‘Gesù, pensaci tu’, la preghiera dell’abban-
ni, come coordinatrice da dieci. dono totale, incondizionato a Dio:
“Ho deciso di diventare infermiera alle “Chiudete gli occhi e lasciatevi portare
scuole superiori, perché desideravo aiuta- dalla corrente della mia grazia, chiudete gli
re gli altri. In realtà avrei preferito lavorare occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi
in reparto, la sala operatoria non era la mia e pensate al momento presente, stornando il
scelta, ci sono arrivata dopo, con il periodo di pensiero dal futuro come da una tentazione…
tirocinio. Ho iniziato e non ne sono più uscita”. Sia fatta la tua volontà, che è lo stesso che dire
Racconta che nell’ospedale c’erano i frati pensaci tu…”.
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