Page 120 - Luca
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Bergamo
          luca                                                                                                             maria

         fluenza è diminuita, riusciamo a fermarci nei                    Perché capita che controlli i parametri di un
         reparti e stare un po’ con i malati, dire loro                   paziente, vedi che vanno bene. Ti sposti a visi-
         una parola di conforto, farli sentire meno soli,                 tare un altro malato e quando torni da quello
         anche se il personale è sconvolto. Durante il                    precedente vieni a sapere che improvvisa-
         giorno si cerca di essere forti, si trattengono                  mente è morto. È un virus talmente subdolo…
         le lacrime. Ci si tiene tutto dentro. Ma poi alla                Nel giro di pochissimo tempo, quando pen-
         sera, quando esci e torni a casa, hai bisogno                    savi che le cose andassero bene, ribalta tutto
         di quello sfogo, di quel pianto che ti aiuta per                 e porta alla morte. Fa male, tanto male. E poi,
         il giorno dopo, e per quello dopo ancora”.                       dopo la morte, c’è la sofferenza per la man-
                                                                          canza di un funerale, l’impossibilità di vedere
            Anche lei si abbandona spesso alle lacrime.                   il parente defunto, di piangere sul suo corpo,
            “Ma la mia forza, al mattino quando mi                        di dirgli addio”.
         sveglio e inizio la giornata, viene dall’affidar-
         mi alla Madonna e pregare dicendo: ‘Maria,                          Maria l’ha provato sulla sua pelle:
         tu sei l’infermiera, Gesù, tu sei il medico, vi                     “Il marito di mia cognata è morto di Coro-
         chiedo la forza e il coraggio e di guarire que-                  navirus. Lui era a Ponte San Pietro, per una set-
         ste persone’. La fede aiuta tanto, per come                      timana è rimasto a casa con la febbre, come
         sono io senza la fede non riuscirei a reggere.                   tante persone. Ma la febbre non scendeva,
         Il virus ci ha messo in ginocchio, ci ha svelato                 poi quando è cominciata la dispnea, hanno
         la nostra debolezza e fragilità di uomini”.                      chiamato il 112 e sono venuti a portarlo via.
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            Le domando cosa provi di fronte a così tan-                   dicono che è stazionario, il secondo giorno
         te morti.                                                        lo stesso, il terzo giorno ti riferiscono che il
            “Provo il vuoto interiore. Queste morti                       virus è stato letale. Mio cognato, Giuseppe,
         ti svuotano dentro. Perché sono malati soli.                     aveva 57 anni e nessuna patologia pregressa.

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