Page 109 - Luca
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Bergamo
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 ai miei colleghi che hanno visto morire quat-
 tro-cinque pazienti in una notte a causa dal
 virus. Questo no, era impensabile. Alla morte,
 da medico, sei abituato. A vedere andare via
 un così alto numero di persone in poche ore
 no. Da quando sono a Bergamo non mi è mai
 successo di fare le carte di un mio paziente
 che non ce l’ha fatta. Ma le ho fatte nel reparto
 Covid. Questa è la grande differenza”.

 Alla morte non ci si abitua mai.
 “Oggi, in questo dramma, forse l’unica dif-
 ferenza nell’approccio alla morte la fa il fat-
 to che, quando a morire è un paziente della
 cardiochirurgia che hai operato tu, che hai
 seguito a lungo, provi non solo il dolore da
 medico, ma anche la sofferenza umana per la
 perdita di una persona alla quale ti eri legato.
 Nel nostro reparto abbiamo delle pazienti,
 delle signore anziane che ormai per noi sono
 come delle nonnine. Le seguiamo ogni gior-
 no, le curiamo in modo continuativo e si è
 instaurato un rapporto umano. Il nostro gran-
 de desiderio è riuscire un giorno a restituirle
 alle loro case”.

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