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Bergamo
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         ta. In quel momento mi sono detta: questo è                      devi avere la capacità di fidarti e di affidarti
         ciò che voglio fare. Da lì mi sono buttata ani-                  agli altri, saperli rispettare.
         ma e corpo nella cardiochirurgia e ho dedica-                       “Oggi, in questa situazione di emergenza,
         to la mia vita a questa specializzazione”.                       con i colleghi, medici e infermieri con cui si
            Anni di studio, fatica, tantissimi sacrifici.                 collaborava ogni giorno, il rapporto è diven-
            “I primi due anni di vita a Roma, dove fre-                   tato molto più intenso. Ci scriviamo messag-
         quentavo la scuola di specializzazione, nean-                    gi, ci confortiamo a vicenda, sentiamo tanto
         che me li ricordo, lavoravo e basta e non face-                  la mancanza gli uni degli altri e ce lo dicia-
         vo mai ferie. Se partivo era solo per i congressi                mo. Adesso, ci mancano anche i piccoli screzi
         di cardiochirurgia. Preferivo stare internata in                 quotidiani, le discussioni che normalmente
         ospedale piuttosto che uscire con gli amici.                     capitano in reparto. Siamo un gruppo molto
         E oggi non me ne pento, perché per me era                        affiatato e ci vogliamo bene”.
         bellissimo. Poi pian piano ho trovato un equi-
         libro tra la mia vita personale e il lavoro. Qui                    Le domando se nella sua vita di medico
         a Bergamo ho cominciato ad avere una vita                        avrebbe mai immaginato di ritrovarsi in una
         normale, con uno stipendio e una quotidiani-                     emergenza del genere.
         tà regolare, gli amici, le uscite, le vacanze…”.                    “No, una cosa simile mai. Nessuno di noi
            Ma Caterina lo ripete con convinzione:                        all’inizio immaginava che saremmo arrivati a
            “Non ho nessun pentimento. Se tornassi                        questo punto. E purtroppo ne avremo ancora
         indietro rifarei tutto, perché ho la fortuna di                  per un bel po’… Per noi a Bergamo il ritorno
         fare quello che davvero amo nella vita”.                         alla normalità sarà un cammino molto lungo”.


            Per fare il cardiochirurgo, osserva, devi
         avere tanta modestia, saper lavorare in team,



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