Page 106 - Luca
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Bergamo
          luca                                                                                                           caterina

            “Con mio marito ormai ci diciamo ‘ciao’                       rurgo la morte la vedi ancora più vicina. È un
         da lontano. Un saluto e via. Nessun contatto”,                   mestiere nel quale sai che ti può succedere
         sospira rassegnata, pensando a come questo                       di perdere un paziente. Già quando comin-
         virus ha stravolto la vita casalinga quotidiana,                 ci la scuola di specializzazione, sai che ti stai
         la routine familiare fatta di piccoli gesti, abitu-              preparando ad affrontare e gestire interven-
         dini consolidate”.                                               ti molto complicati e invasivi, nei quali devi
                                                                          fermare e poi far ripartire il cuore. Quando
            La vita normale è stata annullata, dentro e                   parliamo con i pazienti, diciamo loro la verità,
         fuori dall’ospedale. Niente è più come prima.                    comunichiamo loro che ci sarà una percen-
         Ed è durissima per tutti.                                        tuale di possibilità di morte. Una percentuale
            “L’ospedale è in ginocchio. Qui tutti stanno                  variabile, che può andare dall’1 al 5 al 10%.
         lavorando allo stremo delle forze, moralmen-                     Lo diciamo chiaramente: in cardiochirurgia si
         te è molto difficile perché ti rendi conto che il                può morire. Questa è una delle complicanze”.
         sostegno che puoi fornire tu in questi repar-                       Ma anche per un cardiochirurgo, abituato
         ti è in qualche modo marginale. Quello che                       a fermare il battito del cuore e farlo ripartire, i
         puoi fare è aumentare o ridurre il supporto di                   numeri delle perdite per il Coronavirus sono
         ossigeno”.                                                       devastanti. E il senso di impotenza è lanci-
                                                                          nante.
            L’epidemia ti mette di fronte, in modo diret-                    “Il nostro primario di pneumologia un gior-
         to e brutale, alla morte. Un medico, fin da                      no ci ha detto: ‘Non sentitevi inutili. Pensate
         quando è studente, sa che nella sua profes-                      solo che se voi non foste lì il paziente già sareb-
         sione potrà trovarsi a fare i conti con la morte                 be morto’. È doloroso assistere alla sofferenza
         e sa che essa fa parte della vita.                               di tanta gente. In cardiochirurgia può succe-
            “Ma nessuno ti prepara ad averla effetti-                     dere. Ma non come ho visto accadere adesso,
         vamente davanti ai tuoi occhi. Da cardiochi-                     nell’emergenza Covid. Non come è accaduto

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