Page 108 - Luca
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Bergamo
luca luca
ai miei colleghi che hanno visto morire quat-
tro-cinque pazienti in una notte a causa dal
virus. Questo no, era impensabile. Alla morte,
da medico, sei abituato. A vedere andare via
un così alto numero di persone in poche ore
no. Da quando sono a Bergamo non mi è mai
successo di fare le carte di un mio paziente
che non ce l’ha fatta. Ma le ho fatte nel reparto
Covid. Questa è la grande differenza”.
Alla morte non ci si abitua mai.
“Oggi, in questo dramma, forse l’unica dif-
ferenza nell’approccio alla morte la fa il fat-
to che, quando a morire è un paziente della
cardiochirurgia che hai operato tu, che hai
seguito a lungo, provi non solo il dolore da
medico, ma anche la sofferenza umana per la
perdita di una persona alla quale ti eri legato.
Nel nostro reparto abbiamo delle pazienti,
delle signore anziane che ormai per noi sono
come delle nonnine. Le seguiamo ogni gior-
no, le curiamo in modo continuativo e si è
instaurato un rapporto umano. Il nostro gran-
de desiderio è riuscire un giorno a restituirle
alle loro case”.
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