Page 110 - Luca
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Bergamo
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            Alcuni pazienti sono ospedalizzati da due                     da: perché è accaduto tutto questo? Chi ha
         mesi, altri da quaranta giorni. Un tempo lun-                    fede, continua sempre a credere, a prescin-
         ghissimo, nel quale si stabilisce una relazione                  dere dagli eventi, dai mali, dalle tragedie del
         di affetto, un attaccamento umano forte, bel-                    mondo”.
         lissimo, inevitabile. I pazienti diventano amici,                   Lei cerca di non pensare al futuro, dice.
         confidenti, persone alle quali ci si affeziona.                  Bisogna vivere giorno per giorno senza pen-
            “Parli con loro, li ascolti, cerchi di tirare su il           sare al domani.
         loro morale. Comunichi con le loro famiglie.
         Anche questo è il nostro compito. E nessu-                          Quando arriva a casa, il mondo resta fuo-
         no ti insegna a farlo. Con i familiari bisogna                   ri. Caterina ha adottato questa strategia di
         essere sinceri, dire la verità, far capire loro                  ‘sopravvivenza’. Entra, chiude la porta dietro
         che anche noi siamo spaventati, che la paura                     di sé e stacca tutto. Niente telefono, nessun
         è per tutti. Ma, allo stesso tempo, dare sem-                    discorso sul virus, sui contagi, sui morti.
         pre una prospettiva di ottimismo, un conforto,                      “Penso alle cose da fare in casa, gioco con
         una speranza. A molti di loro dico di stare su,                  mia figlia, seppur con le dovute precauzioni,
         di essere ottimisti e di pregare”.                               con mio marito guardiamo una serie Tv o un
                                                                          film”.
            La preghiera, sì. Perché lei, Caterina, è pro-                   Sua figlia adora sfogliare i libri.
         fondamente credente.                                                “Lei è ancora piccola per capire. Ma la pri-
            “Io prego e la fede mi aiuta tanto adesso,                    ma volta che mi ha visto con la mascherina sul
         così come mi ha sempre aiutato nei momenti                       viso si è impressionata. Allora poi con molta
         brutti della mia vita. La sera, quando salgo in                  calma ho cercato di spiegarle, l’ho allattata e
         macchina dopo la giornata di lavoro, da sola,                    poi le ho detto: ‘Anche se ho la mascherina
         nel silenzio, ripenso un po’ alla mia vita e mi                  sono sempre la tua mamma’. Anna ha capito
         affido alla preghiera. Chi crede non si doman-                   e da allora non si spaventa più”.

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