Page 56 - Janet
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l’Università di Garissa e l’esegesi più bella di quel-
la frase non l’ho scoperta su testi scolastici più o
meno autorevoli, ma nella morte eroica di quei
giovani uccisi esclusivamente per il nome di Gesù.
La frase di Giovanni al capitolo 16 diventava vita
e ricordo nella costruzione della chiesa in onore
di quei martiri.
Si è fatto tardi. Padre Ernesto ci dice che dob-
biamo lasciare il Campus. Il caldo è grande e la
luce del sole fortissima. Scendiamo nel cortile dai
dormitori dove ho rubato la piastrella di linoleum,
santa reliquia del loro sangue, e ci mettiamo in
cerchio: ci teniamo le mani e con gli occhi pieni
di lacrime recitiamo lentamente il Padre Nostro,
dicendo con la nostra preghiera, che i cristiani
considerano tutti gli uomini fratelli e che i cristia-
ni perdonano i nemici che con odio li uccidono,
anzi... li amano.
“A voi che mi ascoltate dico: Amate i vostri ne-
mici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite
coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi
maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia porgi
anche l’altra” (Lc 6, 27-29a).
Questo è un altro pezzo di Bibbia la cui esegesi
potente ben si colloca a Garissa e, proprio a Garis-
sa, per una singolare coincidenza, nella mia recen-
te visita del 6 settembre, questo era il vangelo che
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