Page 60 - Janet
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renza di vita. Non abbiamo corrente, le batterie
alimentate da miseri e usati pannelli solari ci per-
mettono di caricare le batterie dei telefonini. Non
abbiamo acqua corrente. Ci si lava come si può...
Ma qui, in questo inferno di Garissa, scopriamo il
fascino di essere cristiani.
La piccola ma meravigliosa chiesetta che sem-
bra essere una decorazione di marzapane per una
torta ci ha fatto impazzire ieri nel momento dell’i-
naugurazione. Pochi cristiani, con grande fatica,
portando acqua a spalle, hanno impastato cemen-
to, hanno scavato fondamenta, hanno costruito
una chiesa dove prima non c’era nulla. Scopriamo
il fascino di essere cristiani nella terribile provoca-
zione di 148 giovani che abbiamo incontrato, nel
loro sangue e nell’aria ancora carica di morte. Morti
per Gesù, eloquenti e forti nel loro dichiararsi fe-
deli a Cristo. Così mi addormento in questa notte
africana, facendo l’esame di coscienza e vedendo
quanto sono inadeguato nel confronto di questi
cristiani, di questi costruttori di chiesa, di questi
giovani che hanno bagnato di sangue questa terra
santa che ho baciato con forza passionale. Chiedo
loro di insinuarsi dentro di me tra le pieghe della
mia incoerenza, falsità e superficialità e di rega-
larmi, perché io non ce la faccio, il dono della
loro statura umana, che è molto simile a quella di
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