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abbiamo scelto di raccontare sono quelle di alcu-
               ni cristiani presenti a Dadaab. Per un cristiano è
               difficile muoversi all’interno dei cinque campi in
               cui l’immenso agglomerato è diviso. Si rischia la
               derisione, lo scherno e anche la vita. Ad aggra-
               vare la situazione c’è poi la grande carestia che
               colpisce proprio questa area del Kenya. Manca
               acqua, mancano alimenti e la situazione spro-
               fonda in una forma di depressione nera che si
               può palpare con le mani. A Dadaab esistono due
               piccole comunità cattoliche, la prima è quella
               di San Kizito, mentre la seconda si trova in un
               piccolo villaggio vicino ed ha nome Santi Pietro
               e Paolo in Hagadera.
                  Attorno a questa massa enorme di disperati
               ruota l’immensa macchina dell’ONU con gli aiuti
               umanitari e con le diverse agenzie umanitarie.
               Ci lavora un grandissimo numero di persone,
               con i conseguenti problemi di sicurezza attestati
               dalle enormi auto, dalle cilindrate formidabili e
               a prova di proiettile, che vengono usate. Con
               ciascuna di queste auto potremmo fare dieci dei
               nostri progetti in quel campo! Le abitazioni del
               personale impiegato hanno ogni comfort e aria
               condizionata, mentre fuori da quei compound

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