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Molti di loro sono profughi dal Sud Sudan.
               In questi giorni, in un’Agenzia Fides, monsignor
               Erkolano Lodu Tombe, vescovo di Yei, si soffer-
               ma sulla drammatica situazione del Sud Sudan
               da dove, negli ultimi tre mesi, sono fuggite ol-
               tre 100.000 persone. Fonti di stampa riferiscono
               che gli sfollati, molti arrivati attraverso l’Uganda
               qui a Dadaab, raccontano di torture e di abusi
               commessi dai soldati. L’Onu recentemente ha
               denunciato che gli stupri, le uccisioni di civili e
               la paura di essere arrestati sono tra le principali
               ragioni che spingono migliaia di persone a fug-
               gire dal Paese.
                  Si tratta dell’emergenza umanitaria più grave
               di tutta l’Africa. Il Sud Sudan, oltre a essere dila-
               niato dalla guerra civile scoppiata nel 2013, che
               ha provocato migliaia di morti, è colpito da una
               grave carestia. Il conflitto ha pregiudicato i rac-
               colti e la produzione agricola. Il Paese, dichiarato
               indipendente nel 2011, è lacerato anche da una
               gravissima crisi economica. Il tasso di inflazione
               ha superato l’800% e le popolazioni urbane de-
               vono fare i conti con massicci aumenti dei prezzi
               dei prodotti alimentari di base. Si stima che siano
               oltre 4,9 milioni degli 11 milioni di abitanti ad
               aver bisogno, immediatamente, di aiuti umanitari.


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