Page 57 - Ivonete
P. 57
da solo in mezzo a una discarica famosa per po-
vertà e per delinquenza non è simpatico. Respiro
forte. Nina mi riporta al patio vicino all’ingres-
so. Percorriamo una piccola salita e ci troviamo
davanti alla porta di casa che è spalancata. Mi
invitano a entrare e mi trovo in una cucina dal
terribile disordine. Punto centrale di questo caos
di puzza e miseria è il lavandino dove, alla rinfu-
sa, c’è una quantità enorme di piatti non lavati.
La donna, lavorando alla discarica per circa dieci
ore, non ha tempo di lavare e il poco tempo che
ha lo dedica a pulire invece scrupolosamente la
cappellina quasi per farsi amico Dio nello schifo
di vita che conduce. Ci sediamo fortunatamen-
te fuori. Poverini: hanno comperato una piccola
pizza calda da offrirmi!
Siamo sei persone e non c’è altro. Ringra-
zio cordialmente e dico che non ho fame ma
che, invece, mangerò volentieri un dolce che ho
portato: una piccola schiacciata di mandorle. In
quattro bocconi la pizza è finita e il dolce in me-
no ancora. Mi offrono acqua da quel maledetto
rubinetto in mezzo al cortile. Ho la mia scorta di
acqua e quindi, gentilmente, rifiuto. Nella not-
te, al buio, potrò bere tutta l’acqua che voglio
55

