Page 56 - Ivonete
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definisce nulla perché sembra anche un deposito
sporco e disordinato. In questo cortiletto c’è una
canna per l’acqua con un rubinetto per lavare
forse i panni. Ne vedo alcuni stesi. Poi piatti di
plastica sporchi buttati per terra, una ruota di
scorta della scassata auto, due sedie rotte, cuscini
luridi che non so a cosa servano. Una picco-
la lampada porta luce, ma crea un clima molto
particolare per me estraneo. Regna il semibuio.
In fondo al piccolo cortile-deposito-lavanderia,
a destra ci sono le galline, ne conto quattro, poi
una rete metallica separa i maiali che mi faranno
compagnia durante tutta la notte. Il fetore della
discarica è più forte. Deve essere una delle case
più vicine all’immondezzaio. Qualche avvoltoio
si muove nel cielo e un uccello, nero e grande
nel cielo nero, sembra davvero portare sfiga. De-
vo organizzarmi mentalmente per capire dove
dormirò.
Vicino al porcile c’è una baracca: questa è la
mia stanza, assi inchiodate… un piccolo tugurio.
Non voglio approfondire subito la sua conoscen-
za, preferisco prima adattarmi. Padre Sergio ci sa-
luta e fa ritorno alla sua parrocchia. Il saluto suo
mi spaventa. Anche dopo tanto tempo rimanere
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