Page 44 - Hazar
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schiavitù a cui le donne di questo popolo yazida
sono state forzate da Daesh.
Ma andiamo con ordine. La vicenda che rac-
contiamo ha inizio il 3 agosto 2014 e termina il
1 dicembre 2014, sono circa quattro mesi in cui
Hazar è restata schiava del Daesh.
Tutto ha inizio in una località vicino ai monti
di Sinjar. Una mattina, all’arrivo dell’ISIS la famiglia
viene catturata e portata a un posto di polizia dove
vengono divisi gli uomini dalle donne e bambini.
La donna indossa un vestito nero e porta un
lungo velo sulla testa. È seduta accovacciata vicino
alla porta del caravan. Mi colpisce subito per la sua
elegante semplicità. Le pieghe del vestito cadono
armoniosamente verso terra e lasciano intravede-
re i piedi nudi. Dal velo nero escono capelli neri
lisci e ben raccolti dietro il capo. La ragazza non
è magra ma il suo tratto è delicatissimo e i suoi
occhi chiari sono molto profondi. Cerco di fissarla
negli occhi, ma non ci riesco perché li ritrae verso
il basso. Sembra confusa dall’intreccio delle tradu-
zioni curdo, arabo e inglese. Poi piano piano mi
identifica come interlocutore e allora si calma e
con la voce bassa inizia a raccontare e i miei amici
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