Page 42 - Hazar
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yazidi hanno una religione orientale che si rifà a
Taus Malek, l’angelo caduto dal cielo, che attende
da Dio di essere, nella sua misericordia, perdonato.
In passato, falsamente, sono stati creduti adora-
tori del demonio, mentre sono gente semplice e
buona, che vive una religione complicata, fatta di
regole bizzarre. Per questo motivo i musulmani, e
Daesh in modo speciale, odiano profondamente
gli yazidi, come odiano i cristiani.
Incontro Hazar nel caldo pomeriggio irache-
no di circa 44 gradi, un caldo pazzesco che non
mi permette di concentrarmi, ma la storia, che mi
giunge attraverso un triplice passaggio, ha la forza
di un elettrochoc. Per comunicare con lei, devo
formulare a un’interprete donna la domanda in in-
glese, lei la ripete in arabo a un uomo yazida, che
la traduce in curdo dall’arabo. Questo macchinoso
passaggio però alla fine funziona e, dopo le prime
difficili battute, avviene una cosa incredibile: io,
Marua, la ragazza caldea che traduce dall’inglese
all’arabo, e Samir, il curdo che traduce dall’arabo
alla lingua curda per Hazar, entriamo in sincro-
nia e sintonia e così lo stupore, l’indignazione, o
la rabbia si trasformano dalla parola di Hazar in
smorfia sul volto di Samir, poi su quello di Marua e
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