Page 43 - Hazar
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infine sul mio viso, per poi terminare la sua corsa
               su cinque sgualciti fogli di carta, che racchiudono
               la preziosa storia di questa donna sfortunata e gri-
               dano disperazione, angoscia e paura per lei e per
               i suoi meravigliosi tre piccoli bambini.


                  Sì, perché Hazar era sposata con un uomo cur-
               do di nome Hakmad Kamal e viveva felice vicino
               al monte Sinjar, a pochi chilometri dal confine si-
               riano a circa 200 chilometri da Raqqa, la capitale
               dello Stato Islamico, a non più di 80 chilometri
               da Mosul. I due giovani sposi vivevano felici e
               dalla loro unione nacquero tre bambini. Il primo
               bambino, nato nell’anno 2010, si chiama Alan, poi
               due bambine Jasmin e Naslim nel 2012 e nel 2013.
               Dunque i tre piccoli avevano, nell’anno in cui situ-
               iamo la storia, 4, 2 e 1 anno. Piccolini oggi, appena
               nati ieri e partoriti al dolore e alla disperazione. Se
               il racconto è terribile per la giovane madre, divie-
               ne un orrore pensare alla prigionia sotto Daesh di
               madre e tre piccoli bimbi! La storia che Hazar ci
               propone è ben speciale. Non si tratta delle tante
               vecchie donne che sono nel campo profughi rima-
               ste a Mosul, ma rispettate da ISIS e poi rimandate
               libere. No Hazar fa parte di una delle storie di

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