Page 53 - Grecia
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marito crivellato di colpi seduto come un fantoc-
cio alla mia destra e una pancia grossa grossa
sporca di sangue correndo verso un ospedale,
nella notte più brutta della mia vita. Non chiamo
nessuno, anche perché non posso. Quei bastardi
figli di puttana mi hanno portato via il cellula-
re... e poi non ti frega niente di nessuno. Penso
solo al piccolino nella mia pancia e al cadavere
caldo di mio marito seduto vicino a me. Sono
disperata, ma lucida e calcolatrice. La strada è
vuota. Giungo all’ospedale di Acapulco. Il dotto-
re che mi accoglie è freddo: ‘Suo marito, signora,
è morto. Possiamo fare due cose: o le faccio
lasciare il cadavere, ma poi la polizia dovrà fare
mille accertamenti, oppure ve lo portate a casa
e dite che è morto di morte naturale’. Rifletto
un momento e, guidata da tanta paura di quegli
uomini, dai dubbi nei confronti della giustizia
e soprattutto dal fatto che nessuno mi avrebbe
ridato mio marito, scelgo di portarlo a casa. Non
saluto nessuno. Nessuno mi aiuta per non com-
promettersi. Del cadavere che alcuni infermieri
hanno messo su una lettiga nessuno si interessa.
Rimetto il cadavere in macchina e inizia il mio
secondo viaggio”.
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