Page 52 - Grecia
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e parlo con il mio piccolo. ‘Cerca di stare bene,
non muoverti da lì, mi ci manca solo il casino di
partorire. Ti immagini piccolo Israel se arrivassi
con tuo padre morente in ospedale e tu decidessi
di nascere in quel momento?’. Rido. L’abisso del
dolore e dell’assurdo provocano atteggiamenti
che non prevedi come ridere con il cadavere di
tuo marito seduto a fianco, nella finzione che lui
sia ancora vivo e parlando con il pancione che
contiene il mio motivo di vita. Dopo la risata lo
guardo. Il sangue continua a colare dalla bocca
come saliva... Asciugo il piccolo rivolo rosso e mi
asciugo la mano sul pancione, quasi il sangue di
mio marito fosse una medicina per il mio piccolo
nascituro. Un viaggio incredibile, fuori di testa, di
disperazione. Mi incazzo, mi arrabbio, impreco...
Contro Dio! Dio non esiste, è impossibile, come
può esistere un mostro del genere che mi mette
in vita il figlio e permette che mi ammazzino il
marito? Ho una potente rabbia contro Dio, lo
reputo il responsabile di tutto!
Lui ha permesso che incontrassi Israel, lui ha
permesso di avere due figli e ora, sul più bello,
mi trovo in questa situazione pazza scatenata:
sola a guidare questa macchina scassata, con un
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