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Alham Yousef Ilias è una vedova di 45 anni.
Ha sofferto per lungo tempo in Iraq, soprattutto
dopo la morte del marito. Il 6 agosto del 2014
è stata costretta a fuggire con i suoi figli da Mo-
sul, la loro città al nord dell’Iraq, per sottrarsi
alla violenza brutale dell’ISIS che da tempo si
era abbattuta sulla minoranza dei cristiani, semi-
nando morte e distruzione. La prima settimana
hanno trovato rifugio in un campo profughi e
alloggiato in una chiesa. Poi si sono trasferiti ad
Alqosh, dove il sacerdote della comunità li ha
ospitati in un appartamento per un anno e mez-
zo, occupandosi di tutte le loro spese. Alla fine
hanno deciso, tramite l’ambasciata australiana, di
cercare asilo in Giordania e qui si sono trasferiti.
In Giordania, però, il costo della vita è ele-
vato e non si trova lavoro. Alham fa qualche
lezione di guida e i primi due figli, Safaa e Von-
zeen, dei lavori saltuari. Vorrebbe che i suoi figli
potessero studiare e iniziare una nuova vita.
Safaa mi chiede se voglio mangiare, ma io
chiedo solo dell’acqua. La temperatura è mitigata
dai ventilatori.
Chiedo ai ragazzi di parlarmi dei loro pro-
getti, dei loro sogni. Il colloquio si ravviva un
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