Page 71 - FAHMI
P. 71

ALHAM crIstIAnA IrAcHenA


            Il mio incontro con i profughi inizia già sul
         pulmino della Caritas che ci sta accompagnan-
         do alle loro abitazioni. Alham, la donna che mi
         ospita, è seduta sugli ultimi sedili attorniata dai
         suoi cinque figli. Il breve tempo di salutarci e di
         fare conoscenza grazie al primo figlio, di nome
         Safaa, che maneggia con disinvoltura il suo cel-
         lulare ricorrendo al traduttore, ed eccoci arrivati.
            Scendiamo con don Gigi che ci accompagna
         dentro la loro abitazione. Una scala ci porta in
         un piccolo appartamento al piano interrato di
         uno stabile. All’ingresso subito la cucina, poi la
         camera di Alham e sua figlia, una saletta con il
         divano e un piccolo televisore, e infine la camera
         dei quattro figli maschi. Il bagno è all’esterno.
            Una volta partito don Gigi, resto in compa-
         gnia di Alham e dei suoi cinque figli. Ci acco-
         modiamo nella saletta. Safaa è il mio tramite con
         il resto della famiglia: si rivolge a me in inglese,
         riportando quanto gli altri gli riferiscono e con
         il cellulare mi trascrive tutto in italiano; quanto
         scrivo io a loro, lo riporta con il traduttore in
         arabo e poi lo legge al resto della famiglia.

                                                        69
   66   67   68   69   70   71   72   73   74   75   76